Il 18 ottobre, la São Paulo Fashion Week (SPFW) ha concluso la sua 61ª edizione, chiudendo le celebrazioni per i suoi tre decenni di storia. Con il tema Imaginários, la settimana della moda ha riunito sfilate, mostre e incontri che hanno proposto diversi sguardi sulla creatività brasiliana, sui suoi riferimenti culturali e sulle possibilità di immaginare nuovi futuri per la moda.
Svoltasi dal 13 al 18 ottobre, l'edizione ha visto 24 sfilate, distribuite tra il Pavilhão das Culturas Brasileiras, nel Parco Ibirapuera, e altri spazi della capitale paulista. Più che presentare collezioni, il programma celebrativo ha invitato a ripercorrere il cammino della moda nazionale e a riconoscere le persone, le idee e i processi che hanno contribuito a costruirne l'identità.
Moda Entre Olhares: quando l'abito si trasforma in memoria
Tra i momenti salienti delle celebrazioni spicca la mostra Moda Entre Olhares, allestita presso l'Instituto ViaFoto, nel quartiere di Pinheiros, a San Paolo. Curata da Paulo Borges, la mostra prende le mosse dall'universo creativo del designer e stylist Davi Ramos per mettere in dialogo moda, fotografia e arte. Riunisce creazioni di 22 marchi e stilisti che hanno segnato il percorso della SPFW, oltre a fotografie realizzate da 18 professionisti di diverse generazioni.
In programma dal 10 ottobre al 10 dicembre 2026, la mostra mette in relazione moda, fotografia e arte, proponendo una riflessione sull'immagine, sulla memoria e sulla trasformazione. Gli abiti non vengono più osservati soltanto come oggetti di moda, ma assumono un altro significato: diventano testimonianze di un'epoca, di una visione creativa e di un contesto culturale.
Ripercorrendo creazioni appartenenti a periodi diversi, la mostra rivela anche come il significato di un abito possa cambiare nel tempo. Una silhouette, una texture o un dettaglio che ha caratterizzato un determinato momento acquisisce nuove interpretazioni quando viene osservato dal presente.
Questo esercizio di guardare al passato non significa rimanervi ancorati. Al contrario, permette di riconoscere i riferimenti, comprendere le trasformazioni e cogliere il modo in cui la memoria partecipa continuamente al processo creativo. Come accade con le collezioni tessili, conservare questi capi e queste immagini significa anche preservare una parte della storia culturale che li ha resi possibili.

Il fatto a mano conquista la passerella
Se la mostra invita a guardare alla memoria della moda, alcune sfilate di questa edizione hanno richiamato l'attenzione su ciò che accade prima che un capo raggiunga la passerella: il tempo dedicato alla sua realizzazione, la padronanza di una tecnica e il sapere di chi trasforma fili e materiali in superfici, forme e volumi.
Il lavoro manuale ha avuto una presenza significativa in questa edizione della SPFW. Uncinetto, pizzi, ricami, intrecci e applicazioni hanno dimostrato che le tecniche tradizionali possono continuare a evolversi, trovando nuove possibilità nella moda contemporanea.
Il marchio Catarina Mina ha presentato Bonito pra Chover, una collezione ispirata al rapporto tra la pioggia e il sertão, la regione semiarida del Brasile. L'acqua, elemento capace di trasformare il paesaggio, è stata tradotta in ricami che richiamano le gocce, motivi sinuosi all'uncinetto e diverse tecniche artigianali, come il merletto a tombolo (renda de bilro), il ricamo richelieu e il merletto renda de tramoia. La collezione ha inoltre integrato lavorazioni in paglia e riferimenti alla vegetazione che rinasce dopo la siccità.
Più che esplorare effetti visivi, il progetto amplia il dialogo con le comunità artigiane degli Stati del Ceará, del Rio Grande do Norte e del Piauí. La presenza di queste tecniche sottolinea l'importanza dei saperi locali e delle persone che li mantengono vivi, dimostrando come l'artigianato possa entrare a far parte della creazione contemporanea senza perdere il legame con il territorio e la cultura.


Hisha, marchio della stilista Giovanna Resende, ha debuttato alla SPFW con Alforje, una collezione ispirata ai paesaggi della Estrada Real, in Minas Gerais. La terra rossa, le formazioni geologiche e le pietre preziose della regione sono state tradotte in colori, texture e ricami realizzati a mano. Perline, cristalli, metalli e pietre ornamentali hanno arricchito i capi, mentre elementi della selleria, come fibbie, cinghie e allacciature, hanno ispirato tagli e volumi. Il risultato dimostra come il ricamo possa andare oltre la funzione ornamentale, diventando un linguaggio capace di esprimere identità, territorio e sapere artigianale.


Ammi ha debuttato alla settimana della moda con Forma Viva, esplorando il rapporto tra natura, corpo e movimento. Uncinetto, pizzi, ricami, pietre ornamentali ed elementi tridimensionali hanno dato vita a texture e volumi differenti. Secondo il marchio, i capi sono realizzati a mano da una rete di circa 300 artigiane, mettendo in evidenza la dimensione collettiva che può celarsi dietro una collezione. Forma Viva, explorando a relação entre natureza, corpo e movimento. Crochês, rendas, bordados, pedrarias e elementos tridimensionais construíram texturas e volumes variados. Segundo a marca, suas peças são produzidas manualmente por uma rede de aproximadamente 300 artesãs, evidenciando a dimensão coletiva que pode existir por trás de uma coleção.

Un altro esempio è arrivato da Apartamento 03, che ha lavorato con materiali recuperati dal proprio archivio, tra cui pizzi e campionari dei fornitori. Scampoli, ricami, perline ed elementi in macramè sono stati incorporati nelle creazioni, attraverso un approccio che mette in relazione memoria materiale, sperimentazione e riutilizzo. In questo caso, le tracce del tempo non vengono necessariamente cancellate: possono diventare parte integrante del linguaggio del capo.


Anche la tecnica racconta una storia
Dietro un ricamo, un intreccio o un pizzo esiste un insieme di conoscenze che coinvolge materiali, gesti, strumenti, ripetizione ed esperienza. Ogni tecnica custodisce un modo particolare di comprendere e trasformare la materia.
Il fatto a mano ci invita inoltre a ripensare il rapporto tra tempo e valore. In un contesto caratterizzato da una produzione accelerata e da un flusso costante di novità, i processi che richiedono dedizione e precisione offrono una prospettiva diversa sulla creazione. Il tempo investito non rappresenta soltanto una fase produttiva, ma contribuisce anche a definire l'identità e il significato di un capo.
Questo non significa contrapporre l'artigianato all'innovazione. Le sfilate hanno mostrato proprio come le tecniche tradizionali possano essere reinterpretate, abbinate a nuovi materiali e inserite in proposte inedite.
Un filo che collega passato e presente
La celebrazione dei 30 anni della SPFW ci ricorda che la storia della moda non è fatta soltanto di tendenze, collezioni e immagini memorabili. Si costruisce anche attraverso tecniche, materiali e conoscenze che attraversano le generazioni, si trasformano e trovano nuove possibilità nel presente.
Dando visibilità a queste creazioni e ripercorrendo momenti significativi del proprio percorso, la settimana della moda sottolinea l'importanza di mantenere vivi questi saperi e di riconoscere chi li tramanda. Dietro ogni capo ci sono artigiane e artigiani che dedicano tempo, abilità ed esperienza alla continuità di queste tradizioni. Riconoscere il loro contributo significa anche preservare una parte della storia culturale della moda e permettere a queste conoscenze di continuare a ispirare le nuove generazioni.



