Riciclo e Sostenibilità in Hermès:
Come la Moda di Lusso Può Essere Circolare
Quando si parla di moda di lusso, si immaginano immediatamente esclusività, tradizione e sofisticazione. Sempre più marchi si allineano ai principi della sostenibilità, e la moda di lusso non resta fuori da questo movimento. In questo scenario, Hermès si distingue come uno dei brand che meglio interpreta il concetto di economia circolare applicata all’alta gamma, unendo artigianalità, durabilità e riutilizzo intelligente dei materiali.
A differenza del riciclo di massa praticato dall’industria convenzionale, Hermès adotta un modello basato sulla longevità, sull’utilizzo totale delle materie prime e sul riuso creativo, preservando il valore simbolico e materiale di ogni pezzo.
Fin dalla sua fondazione nel 1837, Hermès ha costruito la propria identità sull’idea che il vero lusso sia ciò che attraversa le generazioni. Le sue borse, foulard, accessori e oggetti sono sviluppati per durare decenni. Questo concetto riduce drasticamente lo spreco e si allinea a uno dei principi più importanti della sostenibilità: consumare meno, ma meglio. Invece di incentivare la sostituzione costante, Hermès promuove la cura, la manutenzione e il restauro dei propri prodotti.

Il progetto Petit h nasce dalla visione di Pascale Mussard, membro della sesta generazione della famiglia Hermès, che ha sempre avuto l’abitudine di conservare materiali che avrebbero potuto essere scartati. Visitando gli atelier della maison, si rese conto della quantità di materiali residui, come ritagli di pelle pregiata — inclusi coccodrillo e vitello — oltre a pezzi con piccole imperfezioni, come fibbie, porcellane e cristalli Saint-Louis. Sebbene realizzati con materie prime di altissima qualità, questi elementi non soddisfacevano gli esigenti standard del marchio e venivano scartati. Da questa osservazione nacque l’idea di creare Petit h, uno spazio dedicato a dare nuovo significato a questi materiali. La proposta è trasformarli, attraverso lo sguardo creativo di artigiani e artisti, in oggetti singolari e sofisticati, attribuendo nuovo valore a ciò che prima sarebbe stato considerato scarto — una vera espressione dell ’upcycling nell’universo del lusso.

Il progetto Petit h è il simbolo più rappresentativo del riciclo creativo di Hermès. L’iniziativa dona nuova vita agli scarti di materiali nobili provenienti dagli atelier, trasformando ciò che sarebbe stato eliminato in pezzi originali ed esclusivi. Pelle, seta, metalli, cristalli e legno entrano a far parte di nuove creazioni attraverso processi artigianali. Questi materiali vengono reinventati dagli artigiani della maison e trasformati in borse esclusive, bijoux e gioielli, oggetti d’arredo e accessori unici.
Ogni articolo Petit h è un pezzo unico, che porta con sé imperfezioni intenzionali e un forte valore artistico. Il riutilizzo non diminuisce il valore del prodotto; al contrario, lo rende ancora più esclusivo.
“Per me è la traduzione dello spirito francese nel design, allo stesso modo del pain perdu nella gastronomia”, afferma Pascale, paragonandolo alla ricetta tradizionale francese il cui nome significa letteralmente “pane perduto”. L’idea è proprio quella di recuperare il pane raffermo, che verrebbe scartato, trasformandolo in un dolce o in una deliziosa colazione.

Dal Carré alla Pelle: Lusso con Responsabilità
I celebri foulard di seta Hermès, noti come carrés, sono prodotti con altissimo rigore tecnico e ambientale. La seta utilizzata è tracciabile e il processo produttivo mira a ridurre al minimo gli sprechi. I ritagli di tessuto vengono riutilizzati in nuove creazioni, possono dare origine a pezzi più piccoli e, in alcuni casi, sono destinati a processi specializzati di riciclo tessile. Questo controllo rigoroso assicura che ogni fase della produzione sia condotta con attenzione meticolosa, garantendo eccellenza qualitativa e il rispetto di elevati standard ambientali.
La pelle, materia prima centrale nell’identità del marchio, soprattutto nella realizzazione delle borse, evidenzia un’altra dimensione di questa attenzione. Il taglio delle pelli è pianificato per ottimizzarne al massimo l’utilizzo, e i residui vengono classificati secondo le loro caratteristiche per diverse destinazioni, come la creazione di piccoli accessori o il riciclo industriale adeguato. Questo sistema è sostenuto dalle concerie di proprietà di Hermès, che operano secondo rigorose normative ambientali e un controllo attento degli agenti chimici, consolidando una produzione che unisce tradizione artigianale, efficienza e responsabilità ambientale.
Riparazione e Restauro: Un Lusso che si Rinnova
Il servizio di riparazione e restauro rappresenta uno dei pilastri della strategia di economia circolare di Hermès. La maison offre la possibilità di mantenere borse, foulard, orologi e altre creazioni anche dopo molti anni di utilizzo, prolungandone significativamente il ciclo di vita. Incentivando la cura e la conservazione dei pezzi, il marchio non solo ne preserva il valore nel tempo, ma riduce anche la domanda di nuove produzioni. Più che un semplice supporto tecnico, questo servizio rafforza il legame emotivo tra cliente e oggetto, ribadendo che il vero lusso è fatto per durare.
Trasparenza e Impegno del Marchio
Il marchio pubblica regolarmente rapporti di sostenibilità che presentano, in modo strutturato, i propri obiettivi e progressi in ambito ambientale e sociale, dimostrando la coerenza del proprio posizionamento. Tra le principali linee guida figurano la riduzione continua delle emissioni di carbonio, la gestione responsabile delle risorse idriche, l’ampliamento dell’uso di energie rinnovabili e il rafforzamento della trasparenza lungo la catena di fornitura. Parallelamente, l’azienda riafferma il proprio impegno verso pratiche sociali e lavorative etiche, integrando la responsabilità d’impresa nel proprio modello.
Creatori e Collaborazioni che Reinventano il Lusso
Attualmente la direzione creativa è affidata a Godefroy de Virieu, che mantiene l’essenza sperimentale e sostenibile del progetto. Nel corso degli anni, lo studio ha collaborato con designer come Claudia Hägeli, nota per le sue creazioni ludiche e poetiche; Nathalie Dewez, che lavora con forme scultoree e materiali diversi; e il duo Nicolas Daul e Julien Demanche, che esplorano nuove possibilità con seta e pelle. Tra gli artisti invitati si distinguono Christel Sadde, con le sue delicate sculture mobili, e Lucia Hierro, che integra un’estetica pop contemporanea nelle creazioni. I pezzi Petit h possono essere trovati sul sito ufficiale di Hermès, in boutique selezionate del marchio e in pop-up o eventi speciali organizzati dalla maison.

Reinventarsi per Esistere: L’Upcycling nel Design e nella Moda
Diversi creatori in tutto il mondo stanno esplorando il potenziale dell’upcycling come linguaggio estetico e posizionamento sostenibile. Lo studio olandese Formafantasma ha sviluppato progetti per Fendi utilizzando pelle e materiali naturali scartati nelle officine del marchio. In Brasile, il designer Alessandro Jordão ha trasformato carrozzerie di Maggiolino in pezzi di arredamento, mentre l’architetto Maurício Arruda ha reinterpretato cassette di plastica da mercato nella creazione di cassettiere e comodini. In Germania, Tobias Juretzek ha ideato la sedia Rememberme, prodotta a partire da abiti usati compressi. La produttrice italiana Livia Giuggioli si è distinta adottando esclusivamente abiti di upcycling in eventi di gala, dimostrando che la sostenibilità può andare di pari passo con eleganza e sofisticazione.

Opere dello studio olandese Formafantasma

Il designer Alessandro Jordão ha realizzato mobili utilizzando la carrozzeria del Maggiolino

Pezzo concettuale dell’architetto e designer Maurício Arruda. Foto: Felipe Morozini

Sedie Rememberme, del designer tedesco Tobias Juretzek
In uno scenario in cui la sostenibilità è diventata una necessità urgente, anche per la moda, è essenziale che marchi e consumatori si reinventino di fronte agli impatti ambientali del consumo. Hermès dimostra che questa trasformazione non deve essere solo un discorso o una tendenza passeggera, ma può essere integrata nell’essenza stessa del marchio, riflettendosi nella durabilità dei pezzi, nella cura delle risorse naturali e nella valorizzazione del sapere artigianale. Si consolida così come un esempio di come il vero lusso non risieda nell’eccesso, ma nella qualità, nella responsabilità e nella capacità di evolvere con consapevolezza.
Fonti: Hermès, Veja, Globo, Revista Claudia, Harper’s Bazaar, Social Design Magazine, Lilian Pacce, The Bold Concept, Pinterest, Google Immagini.



