
Oggi celebriamo la Giornata Internazionale della Danza — un omaggio all’arte che parla attraverso il corpo e tocca l’anima, valorizzando la sua bellezza come espressione universale, capace di trasmettere emozioni, raccontare storie, preservare culture e trasformare le società in tutto il mondo.
La danza indiana è una delle forme artistiche più antiche e ricche del mondo, che racchiude nei suoi movimenti secoli di tradizione, spiritualità e simbolismo. Con un forte legame con la spiritualità induista, molte danze classiche indiane, come Bharatanatyam, Kathak, Odissi e Kathakali, sono nate come forme di devozione e narrazione di storie sacre. L’India è anche conosciuta per le sue danze popolari vivaci e per lo stile moderno e contagioso. Ogni gesto, espressione del viso e postura ha un significato specifico, trasmettendo emozioni e messaggi profondi in ogni movimento.
Una delle sue particolarità sono i tessuti stampati indiani. Questi tessuti sono noti per la ricchezza dei colori, i motivi dettagliati e i simbolismi culturali, e vengono ampiamente utilizzati nei costumi tradizionali della danza indiana. Realizzati con tecniche artigianali come il block print e la pittura a mano, tessuti come il tradizionale sari non solo abbelliscono il corpo, ma raccontano anche storie ed esprimono identità regionali. Tra i più popolari vi sono il cotone stampato, la seta ricamata e il chiffon con applicazioni dorate. Curiosamente, questa tradizione tessile dialoga con la cultura brasiliana attraverso le famose "chitas", tessuti di cotone stampati con colori vivaci, molto presenti nelle feste popolari e anch’essi portatori della gioia, del simbolismo e della tradizione del popolo.
Nel marzo del 2023, la ballerina e coreografa Sonia Galvão è sbarcata per la prima volta a Lione, portando con sé bellissimi sari di seta e qualche coriandolo dal Brasile. Con oltre 30 anni di formazione nella Danza Indiana Odissie 20 anni di esperienza come insegnante e coreografa tra il Brasile e l’India, Sonia ha presentato lo spettacolo “Mangalam à Chintz” insieme a Deborah Rocha, e ha condotto workshop nello spazio Yoga is Now. Queste attività si sono svolte all’interno del programma Fio Mouvements, in collaborazione con il progetto Do Fio da Seda, ideato da Deborah, che pratica danza indiana da oltre 15 anni. Nel 2019, lo stesso programma ha anche portato per la prima volta in Francia la danzatrice indiana Sandhyadipa Kar, discepola diretta di Kelucharan Mohapatra, celebre maestro dello stile Odissi.
Fábio Namatame è stato lo stilista brasiliano che ha portato tutta la sua originalità nella creazione dei costumi, utilizzando la chita al posto della seta tradizionalmente usata in India. Il costume era ispirato all’abito tradizionale dell’Odissi, reinterpretato con il chintz tropicale e arricchito da una grande gonna ampia, ispirata agli abiti delle baiane, donne delle danze afro-brasiliane.
Nonostante la distanza geografica, esiste un profondo legame tra le due culture. Entrambe utilizzano il colore, i motivie i tessuti come forma di espressione artistica e identità culturale. Sia nei vivaci sari indiani che nelle allegre chitas brasiliane, ogni stampa racconta una storia, rivelando un popolo che porta nel tessuto l’anima vibrante della propria terra.
Créditos: Crediti: Fotografo Fábio Chelini
Fonti: Fonti: Wikipedia, Casa da Índia, Clássico dos Clássicos, Nova Brasil, immagini d’archivio personale e Freepik.

