Il Museo dell’Immigrazione presenta la mostra: Seta che unisce montagne e mari dalla Cina al Brasile

Dal 24 ottobre 2025 al 29 marzo 2026, il Museo dell’Immigrazione presenta, in collaborazione con il Museo Nazionale della Seta della Cina, una mostra che invita il pubblico a immergersi nel percorso millenario della seta e nelle profonde connessioni culturali tra Oriente e Occidente.

Suddivisa in tre moduli — L’Origine della Seta, Le Vie della Seta e La Bellezza della Seta — l’esposizione ripercorre dalle leggende e dalle prime scoperte della sericoltura nell’antica Cina fino all’espansione delle rotte commerciali che hanno plasmato economie e culture. Il visitatore scopre come la seta abbia attraversato i continenti lungo la storica Via della Seta, collegando imperi e influenzando la moda, l’arte e la tecnologia.

Nel primo modulo, L’Origine della Seta, vengono presentati gli albori della produzione di questo filo delicato che sarebbe diventato uno dei prodotti più preziosi al mondo. In Le Vie della Seta, il racconto rivela come carovane, navigatori e commercianti abbiano trasformato il tessuto in un ponte tra civiltà. Infine, in La Bellezza della Seta, il pubblico può ammirare opere che mettono in luce la raffinatezza estetica, la varietà delle tecniche e il ruolo della seta come espressione artistica e culturale.

La mostra sottolinea la forza degli incontri culturali e celebra la seta come filo conduttore di storie, tradizioni e trasformazioni che attraversano i secoli, un vero legame tra passato e presente.

João Berdu, fondatore della Vale da Seda, è stato responsabile della donazione di tre opere d’arte in seta al Museo Nazionale della Seta della Cina, situato a Hangzhou. Le opere, realizzate nel 2014 dagli artisti plastici paranaensi René e Valdir, entrano a far parte della collezione del museo.

Secondo Berdu, l’iniziativa è iniziata nel 2024, quando ha lasciato lo spazio occupato da Vale da Seda presso l’Incubatore Tecnologico di Maringá, nello stato del Paraná. “Ho registrato un video offrendo la donazione delle opere d’arte che si trovavano nel museo a organizzazioni interessate”, ha dichiarato. Successivamente, l’International Silk Union (ISU) — rete di paesi produttori di seta — ha mediato il contatto con il museo cinese, che stava preparando una mostra in Brasile prevista per il 2025.  

Riguardo alla visita al museo, João Berdu ha dichiarato: “Non conoscevo il museo. La visita ne è valsa davvero la pena. La mostra è risultata davvero molto bella”, ha affermato l’imprenditore, che sviluppa il suo lavoro nel Paraná e invita chi si trova a passare da San Paolo a visitare questa straordinaria esposizione.

Guarda il servizio trasmesso dai media sul progetto che ha coinvolto studenti e iniziative legate al mondo della seta:

Seta: tradizione, mito e le rotte che hanno unito il mondo

Nel corso dei millenni, la seta si è affermata come uno dei materiali più emblematici della storia della civiltà. Ben oltre un tessuto prezioso, rappresenta un legame tra cultura, arte, tecnologia e spiritualità. Originaria della Cina, la seta è stata prodotta attraverso la sericoltura — l’allevamento del baco da seta — e si è rapidamente trasformata in simbolo di raffinatezza, conoscenza tecnica, arte ed espressione. La sua delicatezza ha attraversato i secoli, riflettendo non solo l’abilità artigianale di diversi popoli, ma anche valori culturali profondamente radicati.

L’importanza della seta è anche legata alle antiche rotte commerciali che collegavano i continenti. La cosiddetta Via della Seta ha stabilito, via terra e via mare, un vasto sistema di scambi tra Oriente e Occidente. Attraversando montagne e oceani, la seta ha contribuito a costruire ponti tra civiltà e a favorire il dialogo culturale tra diverse regioni del mondo.

La storia della seta è profondamente avvolta in miti e tradizioni. Tra i racconti più noti vi è la leggenda di Leizu, considerata nella cultura cinese la scopritrice della seta e la “prima tessitrice”. Secondo la tradizione, fu lei a osservare il bozzolo del baco da seta e a scoprire la possibilità di srotolarne i fili, dando origine alla pratica della sericoltura. Da questa scoperta si svilupparono tecniche sofisticate di produzione che trasformarono la seta in uno dei prodotti più apprezzati dell’antichità.

Immagine dal sito https://mythologyvault.com

Un altro mito significativo è quello della “Signora Testa di Cavallo”, una figura leggendaria associata all’origine del baco da seta. La storia, diffusa durante la dinastia Tang, racconta di una giovane che viveva con i suoi genitori quando il padre fu catturato dai pirati. Disperata, la madre promise di dare la figlia in sposa a chi lo avesse riportato a casa. Il cavallo della famiglia udì il giuramento, fuggì e tornò dopo alcuni giorni portando l’uomo in salvo. Venuto a conoscenza della promessa, il padre si rifiutò di mantenerla e uccise l’animale. Secondo la leggenda, la pelle del cavallo avvolse la giovane e la portò su un gelso, dove si sarebbe trasformata in un baco da seta, tradizionalmente raffigurato con una testa simile a quella di un cavallo.

Incisione popolare della “signorina testa di cavallo”.

Tra le tradizioni legate alla sericoltura vi è anche la leggenda del “Gatto Protettore del Baco da Seta”. Gli allevatori sapevano che i topi rappresentavano una minaccia costante, poiché potevano divorare i bachi da seta e compromettere l’intera produzione. Per proteggere i bozzoli, iniziarono ad allevare gatti vicino ai luoghi di coltivazione. Con il tempo, si credeva che anche la presenza simbolica di questi animali fosse in grado di allontanare i roditori. Così, dipinti e immagini di gatti vennero collocati negli spazi di allevamento, poiché, secondo la tradizione, tali raffigurazioni possedevano un potere spirituale capace di proteggere i bachi da seta e garantire la prosperità della produzione.

Incisione di gatti protettori del baco da seta.

La seta non ha confini. Più che un tessuto, rappresenta l’incontro di culture, saperi e tecniche, frutto di scambi e perfezionamenti che hanno attraversato generazioni tra montagne e mari. Ancora oggi, la seta rimane un simbolo di connessione tra epoche e popoli. Che si tratti delle rotte commerciali che hanno unito i continenti, dei miti che ne raccontano l’origine o della delicatezza dei suoi fili, continua a essere un filo che unisce popoli, storie e tradizioni nel tempo.

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